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L'AUTOSTOPPISTA (10)

hanno sofferto poco le asperità della vita. Conoscono bene questo furgone, la ditta è Svizzera ed è nota a tutti. Passo quasi tutte le settimane la frontiera per venire a Bologna, o a Milano, per portare o prendere merce, come in questo caso, pezzi utili per il lavoro; loro ficcano sempre il naso dentro il furgone, le assicuro che lo fanno per pura formalità, in realtà non controllano niente.»      Il viaggio fino a Berna scorre veloce e silenzioso fino a quando Bruno chiede a Leo dove lo deve lasciare.   «Alla fine di questa strada, a mia figlia piacciono molti i fiori ed io non arrivo mai a mani vuote.»   Leo scende dal furgone e saluta tutti. C’è un fioraio nelle vicinanze, prende dei fiori e si rimette in cammino.   Il luogo dove finisce il suo viaggio, come tutta la Svizzera, è pulito, lindo e preciso.   L’autostoppista è arrivato, ad attenderlo non c’è la figlia con le nipotine. Si avvia con passo greve tra tombe e piccole c...

L'AUTOSTOPPISTA (9)

  «Prendo lo stesso treno, dai a me, ci penso io.»   «Grazie signore, io l’avevo detto a mamma che era troppa la roba.»   «Che ci vuoi fare, le mamme sono fatte così, spingono i figli a fare cose sempre più grandi di loro, sperando di vederli arrivare dove loro non hanno potuto. Non è detto, però, che ci azzecchino sempre, come nel tuo caso, penso anch’io che tua madre abbia esagerato.»   Sistemate le valige, Leo e la ragazza siedono uno di fronte all’altra. Lei, quasi a volerlo disimpegnare dal compito all’arrivo, dice:   «A Bologna c’è mio fratello Bruno che mi aspetta, ci penserà lui, tanto quella è tutta roba sua.»   Poi parla del fratello:   «In Svizzera costa tutto più caro. Bruno continua a ripeterci che vuole comprare terra a Catania per mettere su casa per la sua famiglia. Quando lui scende a Bologna io salgo su e porto roba che poi lui vende ai nostri compaesani, questo però è l’ultimo viaggio che faccio.»   «...

L'AUTOSTOPPISTA (8)

altezza, la moto si ferma al centro della strada, il guidatore getta uno sguardo alle sue spalle, poi fa inversione di marcia fermandosi accanto a lui, alza la visiera del casco, Leo riconosce il giovane della burla e gli sorride.   «Ho deciso di darle uno stappo, dove va? Ah, a proposito, mi chiamo Alessandro Valle, Ale per gli amici.»   «Io Leonardo Citteri, Leo per gli amici, ora siamo pari, mi dici che ci fai qui? Dov’è finita la tua ragazza?»   «In verità è stata lei a suggerirmi l’idea, ha detto che il modo migliore per scusarmi era darle uno strappo. Lei, Luisa, non abita molto lontano da qui. Ecco, prenda il casco e monti su che partiamo, ancora non ha risposta alla domanda, dove la porto?»   «Non ho risposto per non spaventarti, ma se insisti: vado a trascorrere parte delle ferie a Berna da mia figlia, ora che lo sai sei ancora intenzionato a darmi lo strappo? Scherzo, mi va bene dove vai tu.»   «Io vado a Firenze, lì studio ingegn...

COME FERMARE BERLUSCONI!!!!!!!

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L'AUTOSTOPPISTA ( 7 )

  Leo non se lo fa ripetere, apre la portiera, scende dall’auto dando la schiena ai due. Poi sente l’auto ripartire. Quando pensa che ormai sono lontani, svuota i polmoni del fiato trattenuto. “Va bene la vita avventurosa di strada,” pensa “però qui si sono passati i limiti della fantasia, ora bisogna stare attenti anche a una coppia di vegliardi, di questo passo mi conviene farmela a piedi fino a Berna. Finirà che dovrò chiedere la fedina penale prima di salire sulla prossima auto.”   Intanto dal cartello stradale apprende che occorrono ancora sette chilometri per Civitavecchia.   È più di mezzora che marcia, a pochi metri intravede una pensilina e una panca riparata dal sole: è la fermata dell’autobus. Dopo un po’ giunge il mezzo che lo porta a Civitavecchia.   Sceso dall’autobus, si mischia alla folla della piazza.   Il giorno dopo si torna in viaggio. Vuole arrivare a Genova, esita prima di riprendere la marcia, l’ultima esperienza è stata...

L'AUTOSTOPPISTA (6)

    «Certo, signora, lavoro e guadagno anche bene.»   «Uh Gesù! Allora questo è matto da legare, o è tirchio fino all’osso.»   «Rosa la smetti di impicciarti di fatti che non ti riguardano? Lascia stare il giovanotto. Scusi Leo, come mai non ha l’auto? Le è stata rubata? S’è guastata per strada? Come mai non ha chiamato il carro attrezzi?»   Leo sorride, pensa che sarà difficile tener testa ai due fino a Civitavecchia.   «Le sembrerà strano signor Attilio, non posseggo auto, mi piace camminare, fare mie le esperienze di strada.»   «Lo dicevo io che questo è matto.»   Ancora la vecchietta a commentare. Il marito guida in silenzio e a passo di lumaca, l’auto non supera i cinquanta all’ora, Leo non sa se per un problema meccanico o per timore di andare troppo forte, intanto Civitavecchia è lontanissima.   «Scusi signor Attilio, a che ora avete l’imbarco?»   «Alle ventidue e trenta, perché me lo chiede?» ...

L'AUTOSTOPPISTA (5 )

  È ancora pensieroso nei pressi della piazzola di sosta quando una vecchia Panda si ferma al suo fianco. Il finestrino si abbassa cigolando per lo sforzo. Fa capolino una testa bianca di una vecchietta, e una vocina senza nessuna flessione dialettale gli chiede:   «Tutto bene giovanotto? Serve un passaggio?»   Le fa eco il guidatore, un anziano signore, probabilmente il marito, allungatosi nel frattempo fino al finestrino del passeggero.   «Sì grazie, l’accetto volentieri.»     «Noi andiamo a Civitavecchia, se la sua meta è sulla nostra strada, salga pure.»   Leo sorride.   «È appunto Civitavecchia la mia meta, sarò felice di fare con voi il   resto del viaggio.»   Leo si accomoda sul sedile posteriore, dire accomodarsi è un eufemismo, lui è quasi uno è novanta, trovare dove mettere le gambe nel lato posteriore di una Panda è gioco da contorsionista. Il vecchietto sorride.   «Mi dispiace, non possiamo ...